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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LONDON '
   pranzo lo chiama mia moglie, e mi sgrida se dico il contrario; ma io vado alla vecchia. Nella mia famiglia si pranzava a mezzogiorno. Non desiderate lavarvi? Io sì. Guardatemi. Ho lavorato come un mulo, fuori, coi tuffatori di conchiglie. Ma l'avrete già osservato.
   V.
   Snow si scusò per impegni a bordo e se ne andò. Oltre la sua ripugnanza a mangiare il pane dell'uomo che l'aveva derubato, bisognava che egli insegnasse i nomi inventati alla ciurma. Alle undici di sera, Grief venne a bordo, e trovò il suo pilota che lo aspettava.
   — C'è qualche segreto che avvolge l'isola di Swithin Hall, — disse Grief scuotendo la testa. — Non riesco a capire che cosa c'è, ma è sicuro. Che cosa ve ne pare di Swithin Hall?
   Snow scosse la testa.
   — Quell'uomo lì non ha mai comperato i libri che ha sugli scaffali, — disse Grief con convinzione. — Nè si è mai compiaciuto delle dolci luci nascoste,. Ha bensì una leggeris-