Stai consultando: 'Un Figlio del Sole ', Jack London

   

Pagina (185/320)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (185/320)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   UI* FIGLIO DEL SOLE
   185
   gli alberi di cocco che spuntino fuori dal mare.
   — E voi vi chiamate ? — chiese Hall dopo aver riso per formalità.
   — Anstey, Phil Anstey, — rispose Grief prontamente. — Imbarcato sullo «Zio Toby» dalle Gilberts alla Nuova Guinea, in cerca di conoscere la longitudine. Il signore è il mio pilota, signor Gra.y, un navigatore migliore di me, ma che ha perduto la sua fortuna, oltre che il cronometro.
   Grief diede il nome falso senza saperne epiegare il perchè, ma ne aveva intuito l'opportunità. Sentiva che c'era qualche cosa di irregolare, pur non vedendo che cosa. S\Vi-thin Hall era un uomo grasso, dalla faccia rotonda, con espressione sorridente. Ma Grief, nella sua prima gioventù aveva imparato quanto potesse ingannare quell'espressione cordiale e come l'espressione degli occhi azzurri, che alla superfìcie non tradiscono che buon umore, nascondono a perfezione ciò che c'è di dietro.
   — Che ne fate del mio cuoco ? Avete perduto il vostro e tentate di arruolare lui? — disse Hall. — Fareste meglio a lasciarlo andare, se volete cenare. Ecco mia moglie, che sarà lieta di conoscervi; resterete a pranzo;