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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   183Ù1
   parte per la doccia, e un semicupo! ¦— esclaṃ. — Comodità da re! La casa dev'essere abitata. Ho trovato del burro tagliato di fresco e dei recipienti di latte nella dispensa, e anche carne fresca di tartaruga marina. Vado a vedere cosa trovo d'altro.
   Anche Grief pasṣ per una porta che conduceva fuori dall'estremità opposta del (Salotto. Si troṿ in una stanza da letto da donna, evidentemente. Guarḍ in giro, guarḍ anche fra gli spiragli di una porta di maglia, e scorse, al di là, in un portichetto oscurato, una donna che dormiva su un divano. Nella debole luce essa parve a lui assai bella, di tipo spagnuolo. Accanto a lei, si vedeva un libro aperto su una sedia. Dal colore delle sue guancie, Grief dedusse che non doveva essere eia molto tempo ai tropici. Dopo qualche rapido sguardo egli si ritrasse, in tempo per vedere Snow che entrava per l'altra porta nel salotto. Egli teneva per un braccio nudo un negro grinzoso che faceva smorfie di paura e accennava di essere sordo.
   — L'ho trovato sonnecchiante in un angolo dietro la casa, — disse il pilota. — Suppongo sia il cuoco. Non posso cavarne una parola. E voi che cosa avete trovato?
   — Una principessa addormentata. Zitto! C'è qui qualcuno.