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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LONDON '
   troppi soldi adesso. Ma posso però balzargli addosso e prendergli i miei sessantamila dollari. Speriamo che sia a casa.
   — Allora anch'io spero che ci sia, — Grief disse con sorriso compiacente. — Voi avete avuto la descrizione di quest'isola da Bau-Oti, suppongo?
   — Sì, non so chi d'altri la conosca. Peccato che Bau-Oti non sappia certo dame latitudine e longitudine. Si limita a dire che hanno navigato per un pezzo dalle Gilberts; non sa dire altro. Nè so oramai più niente di lui.
   — Lo vidi un anno fa sulla spiaggia a Tahiti. Diceva che intendeva partecipare ad una crociera attraverso il Paumotus. Eccoci: su la guida, Jackie. Secondo quanto dice Bao-Oti, c'è ancoraggio a cento metri dalla riva occidentale, in otto metri d'acqua, fra macchie di corallo. Ecco le macchie. Che fondo, Jackie?
   — Otto metri.
   — Lasciate andare, signor Snow.
   La goletta « Zio Toby » ondeggiò all'ancora, le vele scesero, e la ciurma Kanaka saltò giù dai propri posti di lavoro.