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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   ITO
   avevano fatto credito, sequestrarono la goletta. Non mi rimase che impegnare l'orologio, spalare il carbone per qualche tempo, finché fui assunto nelle Nuove Ebridi in una ciurma a otto sterline al mese. Più tardi, provai la mia fortuna come commerciante indipendente, fallii, mi ingaggiai come pilota su un bastimento per Tanna e Fiji, ebbi poi un impiego di sorvegliante su una piantagionq tedesca al ritorno ad Apia, e finalmente fui assunto'sullo « Zio Toby ».
   — Non avete più incontrato Swithin Hall?
   Snow accennò col capo di no.
   —¦ Bene, non è escluso che lo troviate adesso. Ecco là il mulino a vento.
   Nel centro di un lago, mentre la goletta infilava il passaggio, essi videro un'isoletta molto boscosa, e fra gli alberi un grande mulino a vento fiammingo, spiccava, chiarissimo.
   — Nessuno a casa, a quanto pare, —• disse Grief, — altrimenti voi avreste avuto probabilità di farvi pagare.
   La faccia del pilota assunse un'espressione di vendetta, mentre egli stringeva i pugni.
   — Legalmente non posso toccarlo. Ha