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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   175Ù1
   III.
   Dopo una notte di capogiri e capriole, su un mare un po' calmato, senza un soffio di vento, « Zio Toby » aveva a bordo gente esausta; un po' di brezza venne a ristorarla. A mezzogiorno, sull'acqua liscia' come un pavimento, la nuvolaglia si assottigliò, lasciando apparire il sole. Due gradi e quindici minuti a sud, risultò dall'osservazione. Ma di conoscere la longitudine, col cronometro rotto, non se ne parlava.
   — Siamo sbandati di cinquecento a mille miglia, — notò Grief, mentre lui e il pilota erano curvi sulla carta. — Leu-Leu è in qualche parte verso il sud, e questo tratto d'oceano non ha isole, non scogli che indichino la posizione. L'unica cosa da fare...
   — Terra, terra, padrone! — esclamò il sotto-pilota.
   Grief gettò uno sguardo rapido alla carta, fischiò per esprimere la sorpresa, e si lasciò cadere su una sedia.
   — Non ci dovrebbe essere terra qui in giro; ma pure abbiamo corso come non era