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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LONDON '
   — Eppure abbiamo passato il peggio,
   — disse Grief. — Il mare ingrosserà ancora, però, anche se il vento rallenta. Io mi ritiro. Badate ai cambiamenti di vento. Ve ne saranno certo. Chiamatemi alle otto.
   FA mezzo pomeriggio, con \un mare ancora assai grosso, col vento ridotto a forte brezza dopo l'ultimo cambiamento, il vice-pilota vide profilarsi una goletta. Pur essendo la goletta visibile di fianco, dallo « Zio Toby » non si distingueva il suo nome; fu prima di sera che scorsero un battellone a fondo arrotondato, annerito dal tempo, su cui però col binoccolo Snow lesse: «Emily L. N. 3».
   — Una goletta da foche, — disse Grief.
   — Non concepisco che cosa possa fare in queste acque una simile imbarcazione.
   — Forse cacciatori di tesori, — fantasticò Snow. — Anche la « Sophie Sutherland » e la « Herman » erano cacciatori di foche, se ricordate, registrate a San Francisco dai geografi di navigazione; navi che sembra abbiano quel preciso obbiettivo e invece non l'hanno.