UN FIGLIO DEL SOLE
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alla cupa luce della sera « Zio Toby » virò e corse pazzamente verso il nord, di fronte alla burrasca.
— La bufera sta tracciando una grande curva, — disse Grief al pilota dopo un paio d'ore. — Impossibile intuirne la vastità, e speriamo di passarvi attraverso. Meno male che il barometro è fermo. E' un mare troppo gonfio per questa nave. Pure spero che resista bene.
— Credevo di sapere che cosa era il vento, — Snow gridò la mattina dopo all'orecchio del suo padrone. — Questo non è un vento. E' qualche cosa di impensabile e di impossibile; certo raggiunge le novanta o le cento miglia all'ora. E guardate anche il mare; ho fatto dei bei viaggi, ma non ho mai visto una cosa simile.
Si era fatto mattino, e il sole avrebbe dovuto esser su da un'ora; pure si aveva impressione di navigare alla luce del crepuscolo. L'oceano era una processione di montagne in moto. Era le immense ondate, valli profonde e lunghe mezzo chilometro. Sui declivi di queste valli, un po' al riparo dalla furia del vento, si formavano altre piccole onde, che cozzando formavano una schiuma che si sollevava all'altezza degli alberi.