UI* FIGLIO DEL SOLE 171
tempaccio, se proprio deve venire. Che razza di situazione ! Siamo perduti per gli scherzi del cronometro e una burrasca che non vuol scoppiare!
Il cielo, pesante di nuvole, prese ora una tinta di rame, e sembrò ardere internamente come fosse una caldaia riscaldata. Sotto non c'era più nessuno. I marinai nativi formavano gruppo ansiosi, parlottando piano e guardando con ansia il cielo ostile e il mare ancora più minaccioso, che si sollevava con movimenti violenti.
— Sembra di navigare sul petrolio e sull'olio di ricino, — borbottò il pilota, sputando con dispetto in mare. — Quell'orribile olio che mi dava la mamma quand'ero un bimbo. Guardate, guardate, sempre più nero!
La tinta affocata di rame era svanita, e il cielo sembrava addensarsi e abbassarsi, scacciando la luce fino a sembrar di essere 1n un tardo crepuscolo. Davide Grief, che beh conosceva le regole del maltempo, rileggeva\ lo stesso le « Leggi dei fortunali », aguzzando la vista per scorgere lo stampato minuto. Non c'era altro da fare che aspettare la volontà del vento, prepararsi a sostenere l'urto di ciò che stava per scoppiare.
Erano le tre del pomeriggio. Il termo-