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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LONDON '
   Grief annuì:
   _ Tempo da burrasca, Jackie. Il barometro scenderà ancora.
   — Certo, — aggiunse Tongan. — Presto si metterà a soffiare violentemente.
   Dieci minuti dopo Snow sàlì in coperta.
   — Comincia la danza, — disse. — Si soffoca. — Così dicendo si asciugò la fronte colle mani. — E' snervante, — soggiunse, — e non ho bisogno di sforzarmi per rinunciare alla mia colazione.
   Jackie di rimando:
   — Anch'io mi sento depresso, come sempre quando sta per venire un gran temporale. Però « Zio Toby » resiste bene, resiste a tutto.
   — Meglio ammainare quella vela, — disse Grief al pilota. — E ritirare i terzaruoli prima di prendere qualche spintone troppo forte. E mettete le salmastre, già che ci siete.
   Da lì a un'ora l'oppressione dell'afa era ancora aumentata, ma l'aria era ancora immota, e il barometro era disceso a 29,70. Il pilota, essendo giovane, era impaziente di vedere la soluzione di quella minaccia incombente.
   — Se deve venire, venga, — gridò. — La titubanza è peggiore del peggio. Venga il