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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   169Ù1
   do lui stesso la nave nel giro semestrale alle isole corallifere. Aveva stabilito di fare la prima visita a Leu-Leu, che era la più di stante; ma ora si trovava perduto, a causa di un cronometro che faceva dei brutti scherzi.
   Non si vedevano stelle quella sera, e il giorno dopo non apparve il sole. Dominava una calma pesante, rotta da colpi di vento e da forti scrosci di pioggia. Il corso dello « Zio Toby » venne moderato durante i quattro giorni seguenti di navigazione sotto un cielo carico di nuvole. Il sole non fu mai visto, e di notte qualche tratto di cielo diveniva visibile, ma non abbastanza per identificare la rotta. In questo momento era evidente anche per un principiante che si stava addensando un temporale. Grief, consultando il barometro, diede uno sguardo a Jackie, la cui espressione era rannuvolata come quella del cielo. Jackie, un marinaio di Tongan, vecchio navigatore, fungeva da secondo pilota e da capociurma.
   — Tempo carico, mi pare, — disse. — Non l'ho veduto così che poche volte.