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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   161Ù1
   ro fatto con l'essenza di mostarda. Da quel momento, il Residente tedesco si chetò in misura sorprendente, arricciandosi fieramente i baffi gialli, e continuando a maledire le Solomons con giuramenti fatti in quattro lingue.
   Il mattino seguente, la boscaglia faceva segnali di fumate, visibili dall'albero maestro del « Meraviglia ». Da promontorio a promontorio e dentro la fìtta giungla, le colonne di fumo s'innalzavano in volute; remoti villaggi sui picchi più elevati, al di là degli estremi limiti mai raggiunti da Mac Ta-vish nelle sue incursioni si univano a questo muto linguaggio e attraverso il fiume infieriva un concerto infernale di corni, mentre da tutti i lati echeggiava per miglia e miglia, attraverso l'aria cheta, il profondo e tonante rullìo dei grandi tamburi di guerra — costruiti con immensi tronchi d'albero, scavati col fuoco e strumenti di pietra e di conchiglia.
   — Rimanete ritirato, — disse Grief al suo direttore; — devo recarmi a Guvutu; non usciranno all'aperto per attaccarvi; ma tenete rinchiuse le squadre degli operai e interrompete il diboscamento fino dopo la burrasca, e ricordatevi che uccideranno
   Vn tìglio del sole. 11