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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LONDON '
   Wallenstein balzò alla veranda, in tempo per vedere il direttore sorvolare col cavallo la siepe del sentiero e lanciarsi giù per la riva dietro a Grief che lo precedeva a tutto galoppo. Un grande crepitìo e /Colonne di fumo provenienti dai noci di cocco attestavano l'incendio delle baracche, mentre la grossa campana della piantagione sonava all'impazzata; e il Residente germanico, accorso in basso alla riva, vide le scialuppe allontanarsi in fretta dalla goletta.
   Baracche e capannoni, dal tetto di paglia, erano avvolti dalle fiamme. Grief sbucò dalla cucina, tenendo per una gamba un* nudo bimbo negro a cui mancava la testa.
   — La cuoca è là dentro, — disse a Worth. — Anche lei decapitata; era troppo pesante e ho dovuto venir via alla svelta.
   — E' colpa mia, — interruppe Wallenstein. — E' tutta opera di Koho, perchè gli ho lasciato bere del lenimento da cavalli apprestato da Worth.
   — Scommetto che si è celato nella macchia, — disse Worth, saltando sul suo cavallo e partendo. — Oliviero è laggiù presso il fiume; speriamo che non si sia imbattuto proprio in lui.
   Il direttore galoppò via fra gli alberi.