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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   157Ù1
   se i vari pezzi della pistola smontata, si preparò una ricca miscela, cambiò posto alle bottiglie mentre voltava il tergo a Koho, scolò il bicchiere, poi, con l'aria di cercare qualche cosa, uscì dal salone. Dal di fuori udì subito il violento colpo di tosse, ma al suo ritorno il vecchio sedeva come ignaro di tutto, sebbene il liquido della bottiglia fosse abbassato di livello e oscillasse ancora.
   Koho si alzò, battè le mani e quando venne il negro, dichiarò di volere il proprio fucile. L'uomo andò a prenderlo, poi, come d'uso, accompagnò il visitatore giù per il sentiero, e giunto al cancello porse il fucile al suo proprietario. Wallenstein, ridendo tra sè, osservò il vecchio capo zoppicare lungo la riva in direzione del fiume.
   Alcuni minuti più tardi, nel rimontare la pistola, udì l'eco lontana di una fucilata. Dapprima pensò a Koho, poi non ci fece più caso, dato che Grief e Worth avevano preso seco dei fucili e avevano probabilmente tirato a qualche piccione; si lasciò ricadere sulla sedia, ridendo, arricciò i suoi baffi gialli e poi si assopì. All'improvviso, fu svegliato di soprassalto dalla voce concitata di Worth, che gridava di fuori:
   — Sonate campana grande! Sonate tanto, troppo! Sonate come inferno]