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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LONDON '
   pistola automatica con olio lubrificante e vecchi stracci, accanto al tavolo, con sopra l'inseparabile rum scozzese e numerose bottiglie di soda, oltre ad un'altra bottiglia speciale, quasi piena, che si trovava lì a caso, con la stessa scritta del rum, ma/il cui contenuto era invece un olio lenitivo mescolato da Worth per il proprio cavallo e ch'egli aveva trascurato di mettere a posto.
   Durante il suo lavoro, Wallenstein adocchiò dietro la finestra il nostro Koho salire il sentiero dell'aia anteriore, zoppicando frettolosamente e moderando poi l'andatura nell'avvicinarsi alla veranda, per assumere infine un contegno normale e dignitoso all'atto di entrare nel salone. Si sedette a osservare la pulitura dell'arma, senza dare alcun segno del fuoco che gli divorava la bocca, le labbra, la lingua. Trascorsi cinque minuti, eccolo ricominciare:
   — Rum, buon individuo. Me piacere rum.
   Wallenstein sorrise, crollando il capo; e fu in quel punto che una idea indiavolata gli suggerì un tiro birbone, anche questo l'ultimo tiro da lui giocato a un indigeno e la cui idea gli fu suggerita dalla rassomiglianza delle due bottiglie poste sul tavolo. Depo-