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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   155Ù1
   ne interrotto da un violentissimo, soffocante accesso di tosse. Denby sorrise fra sè e ridiscese con noncuranza la scala; la bottiglia era stata messa al suo posto sullo scaffale ed il vecchio sedeva nell'identica posizione, suscitando in Denby la più schietta e segreta ammirazione per il suo sangue freddo: bocca, labbra, lingua, ogni membrana sensibile erano avvolti in una vampa di fuoco; ansava con un affanno simile alla tosse, mentre gli occhi schizzavano lagrime che gli colavano lungo le guancie; fosse stato un uomo di salute ordinaria, Koho avrebbe tossito al punto da soffocarne; invece si manteneva in atteggiamento composto e arcigno, lasciando appena trasparire la persuasione di essere stato giocato. Nei suoi occhi però c'era l'odio selvaggio, tale da mettere il gelo in corpo a Denby. Si levò fieramente, dicendo: —• Me andare via; voi chiamare barca per me.
   IV.
   Quando ebbe visto Grief e Worth partire a cavallo per fare un giro nella piantagione, Wallenstein si sedette nel salone comune, mettendosi a esaminare e ripulire la sua