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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LONDON '
   bianca che si erano divisa due dei suoi guerrieri, per mettersi poi a letto e morire in pochi giorni fra gli spasimi più atroci; no, nelle droghe non aveva fiducia, riponendola invece tutta quanta nei liquidi delle bottiglie, i soli capaci di refrigerare il suo palato, infondendogli un calore giovanile e procurandogli sogni ardenti.
   — Rum, buon individuo, — ripeteva in tono lamentoso e con l'insistenza che è propria della vecchiaia.
   Questo fu il punto in cui Denby commise l'errore destinato a divertirlo. Girando dietro a Koho, dischiuse lo stipo farmaceutico e ne tolse una bottiglia della capacità di quattro once e recante l'etichetta : « essenza di mostarda»; mentre fingeva l'atto di toglierne il tappo per berne il contenuto, sbirciava Koho nello specchio fissato alla parete spostando a metà la persona per sorvegliarlo attentamente. Poi schioccò le labbra, facendo udire una leggera tosse di soddisfazione mentre posava la bottiglia, dimenticando intenzionalmente di richiudere lo stipo a chiave e riguadagnando la propria sedia. Dopo un calcolato istante, si recava sul ponte; ma in realtà, si fermava in capo alla scaletta ad ascoltare. Dopo brevi istanti, il silenzio ven-