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JACK LONDON '
sa, che doveva indurre Denby a suggerire un dato rimedio; e dopo un lungo, doloroso sospiro definitivo, ecco il coronamento dell'espressione sino allora trattenuta : — Me amare rum.
Denby rise, ma in tono tutt'altro che consenziente; era già stato assediato altre volte dalle insistenti preghiere del cannibale per aver delle bibite, ma il più rigoroso «tam-bo» prescritto da Grief e da Mac Tavish era appunto il divieto assoluto di fornire dell'alcool agli indigeni di New Gibbon. Il male si ò che Koho aveva potuto fare la conoscenza personale della deliziosa ubbriacatura nei' bei tempi della sua giovinezza, dopo la cattura da lui compiuta della goletta « Dorset », sebbene vi avessero partecipato tutte le sue tribù, col conseguente esaurimento immediato dell'intera scorta conquistata, al punto che più tardi, quando ebbe a capitanare i suoi guerrieri contro l'incrociatore germanico, ebbe la saggia precauzione di appropriarsi di tutti quanti i liquori per l'uso esclusivo della sua persona, dopo aver fatto di una dozzina di liquori un'unica e ricca mescolanza, dalla birra col chinino sino all'assenzio e all'acquavite d'albicocche. Questo beveraggio gli durò per dei mesi, lasciandogli