Stai consultando: 'Un Figlio del Sole ', Jack London

   

Pagina (146/320)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (146/320)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   146
   JACK LONDON '
   fascia pił primitiva. Le numerose perforazioni visibili nel suo naso, nelle sue labbra, nelle orecchie, attestavano le sue antiche simpatie per la decorazione personale, che oramai trascurava completamente; difatti i buchi praticati nei lobi delle sue orecchie, li aveva addirittura lacerati e dovevano essere stati ben grandi a giudicare dai due lembi di carne avvizzita che arrivavano a toccare quasi le sue spalle. Egli non guardava pił che all'utile; e in uno dei numerosi buchi minori praticati nell'orecchio destro por-, tava una corta pipa di argilla. Intorno alla vita portava una cintłra di cuoio imitato e fra essa e la nuda pelle era infilata la nuda lama d'un lungo coltello; sospesa alla cintola si vedeva la sua noce betel di bambł e la scatola del vischio; ed in mano teneva un fucile Snider a canna corta e foro ampio.
   Il suo aspetto era sudicio al massimo grado; il corpo era deturpato da cicatrici, fra cui la peggiore era quella procuratagli da una palla Lee-Enfield al polpaccio sinistro, ridotto a metą dimensione a causa della carne avvizzita; la sua bocca grinzosa tradiva i pochi denti rimastigli; viso e corpo erano, nel complesso, rattrappiti e flosci; ma i suoi occhi piccoli e rotondi, convergenti,