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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LONDON '
   IL
   — Ilo conosciuto un individuo a Hawaii, — diceva Grief, — l'amministratore d'una piantagione di zucchero, che adoperava un martello e un chiodo di dieci penny.
   Sedevano sull'ampia veranda del « bun- ' galow », osservando Worth, il factotum di New Gibbon, che stava medicando la squadra dei malati, lavoratori, della Nuova Georgia, — una dozzina in tutto, fra cui uno a cui dolevano i denti, che era stato messo in coda alla fila; Worth aveva fallito nel suo primo tentativo ed ora stava asciugandosi la fronte madida di sudore, tenendo la tenaglia con l'altra mano.
   — Ma quel tale ha anche rotto più d'una mascella, — asserì Worth in tono arcigno.
   Grief crollò il capo.
   — Almeno, così diceva lui; anzi affermava che con questo metodo era sempre riuscito al primo tentativo.
   — Posso dire qualche cosa anch'io, r— aggiunse il capitano Ward, — poiché quando ero secondo sur un ^asporto, quel vecchio usava un martelletto di legno e una punta