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JACK LONDON '
Non siamo mai riusciti a sottometterlo: è un mentitore e nello stesso tempo non si può dire pazzo; è un Napoleone negro, un cacciatore di teste, un Talleyrand antropofago. Mi ricordo che sei anni fa, quando sbarcai là da un incrociatore britannico, i negri si diedero alla macchia, ma parecchi rimasero, e fra questi c'era la sua moglie più recente. L'aveva lasciata appesa ad un albero per un braccio, esposta al sole, per ben due giorni;-noi la slegammo, ma la poveretta dovette soccombere. Altre tre donne aveva legate a dei pali dentro la fresca acqua corrente sino al collo: si trovò che le loro ossa erano rotte; e le giunture ammaccate; pare che lo scopo di questa infamia sia di render più tenere le loro carni per quando sarà il momento di mangiarle. Pensate: erano ancora in vita, dando prova di possedere una vitalità eccezionale; una di loro, la più vecchia, trascinò la sua esistenza per altri dieci giorni. Per noi sarà sempre un mistero come voi abbiate potuto riuscire a venire ad una transazione pacifica con un simile mostro.
— Pacifica, proprio, non direi, — rispose Grief.
— Questo è già di più di quello che noi raggiungemmo coi nostri incrociatori. Nè i