Stai consultando: 'Un Figlio del Sole ', Jack London

   

Pagina (134/320)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (134/320)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   134
   JACK LONDON '
   gnava la superficie a nuoto e, scorgendo il capitano Glass che, non potendo nuotare, stava per affogare, si tuffava per parecchi metri, impavida, nuotando verso di lui, lo raggiungeva e, malgrado la propria età, lo sosteneva, aggrappandosi all'albero di coltellaccio tuttora emergente.
   Cinque teste, bionde e brune, erano mescolate a quelle dei polinesiani che punteggiavano la superficie. Grief, col fucile alla mano, non aspettava che l'attimo per far fuoco; l'Uomo-Capra sparava un minuto dopo un colpo felice, giacché potè osservare il corpo di uno di quegli uomini che affondava lentamente. I marinai Raiatea dovevano avere la loro rivincita: grandi, muscolosi, nuotavano lesti come pesci, impegnando la lotta coi pirati: Li trascinavano in fondo al mare e poi li abbandonavano facendoli annegare.
   Nello spazio di dieci minuti, tutto era finito. Le donne di Huahine, ridendo insulsamente, erano aggrappate ai fianchi della baleniera. I marinai Raiatea, in attesa di ordini, stavano attorno all'albero di trinchetto, al quale erano aggrappati il capitano Glass e Mataara.
   r— Povero « Rattler »! — esclamò lamen-