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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   129Ù1
   tea, i quali, nell'atto in cui Raoul prese la via del ritorno, si lanciarono carponi sulle roccie ad afferrare i resti lasciativi dal cane per succhiarli e finire di spolparli.
   IX.
   — Ora bisogna soffrire la fame, Fratello, — disse Grief, — dato un simile banchetto abbondante di cibo e d'acqua fresca; ma son certo ch'egli, il Gran Diavolo, non avrà più la pazienza di attendere il nostro esaurimento e tenterà presto di lasciare Fuati-no; fors'anche domani; e allora, questa notte, bisogna che noi dormiamo sulla vetta della roccia, mentre Tehaa, ch'è un buon tiratore, dormirà con noi se è capace di scalare la roccia.
   Infatti, di tutti i Raiatea, non c'era che Tehaa capace di affrontare la scabrosa ascensione di quelle punte rocciose, e l'alba successiva lo trovò in un infossamento barricato di rocce, a una novantina di metri a destra di Grief e Mauriri.
   Il primo avvertimento venne dato dalla fucileria di Brown e dei suoi due Raiatea che segnalarono il tentativo di ritirata dei pirati,
   Un figlio del sol'. 0