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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   128 JACK LONDON '
   
   mezza libbra di carne arrostita e la lanciò al cane. — Ma credo, continuò, — che ormai me li verrò a pigliare se non vi arrenderete.
   Raoul diede in una risata sardonica, e disse scandendo le parole:
   — Sono appunto venuto a trattare le condizioni.
   Grief scosse il capo.
   — Non ci sono condizioni. Vi ho acciuffato e non intendo transigere.
   — Come! voi siete convinto di potermi inchiodare in questo buco! — gridò Raoul.
   — Voi non lo lascerete da vivo, se non in doppie catene, — disse Grief scrutando il proprio ospite con aria pensosa. — Ho trattato già con vostri pari tempo addietro e li ho conciati per le feste facendo pulizia nei mari del Sud. Voi siete... come devo dire?... una specie di anacronismo... un retrogrado e noi dobbiamo eliminarvi. Per me, io vi consiglierei di far ritorno alla goletta e di farvi saltare le cervella, dato che vogliate sfuggire al destino che vi attende.
   Il colloquio, da parte di Raoul, fu infruttuoso, poiché era convinto che gli uomini della Grande Roccia potessero resistere degli anni : fortuna che non potè assistere allo spettacolo di Tehaa e degli uomini Rai a-