Stai consultando: 'Un Figlio del Sole ', Jack London

   

Pagina (127/320)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (127/320)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   UN FIGLIO DEL SOLE
   127Ù1
   Grief fece cenno affermativo e ordinò a Mauriri di portare un guscio d'acqua. Raoul fissò gli occhi di Mauriri, ma non vi scorse che una grande noncuranza per il prezioso boccale d'acqua sparso sul terreno.
   — Il cane ha sete, — disse Raoul.
   Grief approvò e un altro guscio fu portato per l'animale. Ancora una volta, Raoul scrutò lo sguardo degl'indigeni, ma nulla assolutamente potè intravvedere.
   — Mi spiace di non potervi offrire il caffè, — si scusò Grief; — dovete contentarvi di pura acqua. Un guscio, Tehaa. Assaggiate un pezzetto di questo pescecane; poi c'è del calamaro, dei ricci di mare e insalata di alghe marine. Peccato che non possiamo offrirvi un po' di fregata; i miei ragazzi, ieri, erano svogliati e perciò non ne hanno cercate.
   Con un appetito a tutta prova, Grief mangiava senza economia, gettando, con suprema noncuranza, i resti al cane.
   — Temo di non essermi ancora abituato a questi pasti primitivi, — sospirò alzando la testa dal pasto, — dato che ero solito mangiare i cibi conservati che ho sul « Rattler », e coi quali avrei ora potuto fare un pasto così gustoso; ma questa porcheria... — Prese