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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LONDON '
   slanciata, ben proporzionata; e Grief, squadrandolo, comprendeva il carattere di quell'uomo dal viso: aveva gli occhi arditi e penetranti, per quanto un pochino troppo vicini l'uno all'altro per controbilanciare la spaziosità della sua fronte, del mento, della mascella e degli zigomi assai sporgenti. Il suo viso esprimeva una forza non comune, sebbene Grief vi sentisse vagamente la mancanza di qualcosa d'indefinibile.
   — Siamo entrambi degli uomini forti,
   — disse Raoul con un inchino; — un centi-, naio d'anni fa avremmo potuto lottare per la conquista di qualche impero.
   Grief s'inchinò alla sua volta, osservando :
   — Nella nostra presente situazione, stiamo però indegnamente calpestando le leggi coloniali di quegli imperi che un secolo fa avremmo forse foggiato noi stessi!
   — Ogni cosa finisce in polvere, — osservò Raoul in tono sentenzioso, sedendosi. — Proseguite il vostro pasto e non lasciatevi interrompere.
   — Non ci fate compagnia?
   L'altro lo guardò, scrutandolo bene, poi accettò.
   — Ho le mani attaccaticce dal sudore,
   — disse.. — Posso lavarmi?