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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   125Ù1
   E, sempre arrostendo le carni, Grief si levò quando Raoul Yan Asveld entrò a grandi passi nel campo, seguito da un grosso terriere irlandese e senza commettere l'errore di porgere la mano a Grief.
   — Salve! — disse Raoul, — vi conosco per nome.
   — Volesse il cielo che io non vi avessi invece mai conosciuto per nome, — rispose Grief.
   — Ciò non importa, — ribattè Raoul. — Prima di sapere chi fosse il mio avversario, credevo aver a che fare con uno dei soliti capitani mercantili; e questa sola fu la causa per cui mi lasciai da voi imbottigliare.
   — Ed io vi confesso con mia vergogna di non aver creduto alla vostra capacità tattica, — disse Grief con un sorriso. — Vi presi per uno dei soliti ladri arraffatori e non per un pirata e un assassino di vera intelligenza, sola causa della perdita della mia goletta. Bisogna rendere onore al merito.
   Raoul ebbe una vampa di sdegno sotto la pelle abbronzata, ma si contenne. Il suo sguardo vagava sulla ricca scorta di cibo e i recipienti colmi d'acqua, sebbene cercasse di nascondere la propria stupefazione per tanta abbondanza. La sua statura era alta,