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JACK LONDON
rioso bisogno; Mauriri pregava frattanto il Dio delle capre di far piovere, mentre Taute implorava il Dio Missionario, e gli altri due co-isolani, infedeli, invocavano le deità dei loro antichi tempi pagani. Grief, dal canto suo, ghignava e rifletteva. Brown, infine, con lo sguardo furibondo, con la lingua annerita e mezza fuori di bocca, lanciava maledizioni, specialmente al fonografo, che all'imbrunire soleva suonare inni evangelici sulla coperta del « Eattler ». Particolarmente un inno: « Oltre il Sorriso e.il Pianto », lo metteva totalmente fuori dai gangheri.
Era il canto favorito, perchè lo sonavano più spesso. Brown, in preda alla fame e alla sete, poteva mantenersi inerte sulle rocce finché ascoltava gli « ukulélé » e le chitarre, gli « hulas » e gli « himines » delle donne di Huahine. Ma quando s'iniziava il « Coro della Trinità », non poteva più contenersi. Una sera, mentre la voce del tenore emetteva, unitamente all'ordigno, le solite parole: « Oltre il riso e il pianto
« Presto sarò, « Oltre il risveglio e il sonno, « Oltre la semina e il raccolto « Presto sarò, « Presto sarò »,