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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   119Ù1
   — Scorre fuori dalla terra, — disse Mauriri.
   — Sul fondo?
   — No; il fondo scende tanto m basso quanto le montagne al disopra dell'acqua. C'è però una sorgente alla profondità di cinquanta piedi e voi dovete scendere finché ne sentirete la freschezza.
   Grief, seguendo il metodo dei pescatori di perle nel riempire e svuotare i propri polmoni, si calò giù, sentendo dapprima il sapore salato alle labbra e il caldo dell'acqua sulle carni; poi, essendo sceso più in basso ancora, cominciò a sentire una vaga frescura e un sapore meno salino, per trovarsi infine interamente immerso in una fresca corrente sotterranea. Tolse il piccolo turacciolo dal recipiente e, mentre l'acqua dolce vi affluiva gorgogliando, gli venne fatto improvvisamente di osservare il luccichio fosforescente d'un grosso pesce, che, simile a uno spettro marino, scivolava lentamente accanto a lui.
   Risalito alla superficie, vi rimase per porgere i recipienti a Mauriri, il quale, riabbassandosi e subito risollevandosi, li prendeva uno ad uno per riempirli.
   — Qui ci sono dei pescicani, — disse