UN FIGLIO DEL SOLE 107Ù1
non scesero a basso per ben due giorni, rimanendo senza mangiare. Poi Raoul van Asveld mise del veleno nel pasto che fece cuocere e servire da me, procurando la morte a metà dell'equipaggio.
— Aveva spianato il fucile contro di me, padrone ; che potevo io fare ? — gemette Labbro-di-Lepre. Dei superstiti, due s'arrampicarono in cima all'attrezzatura, ove vennero uccisi a fucilate. Siccome Eanriki distava dieci miglia, gli altri saltarono in mare per nuotare e in questo atto furono pure uccisi a fucilate. Non sopravvisero che i due diavoli ed io, la cui pelle era loro cara per potermi far allestire le loro vivande. In quello stesso giorno, ritornarono con la brezza a Fanriki e presero a bordo Franz Amundson, uno della combriccola.
Poi, seguì il racconto delle opprimenti vicende di Labbro-di-Lepre durante le lunghe peregrinazioni sulla goletta nel lontano occidente, mentre egli si sapeva il solo testimonio delle avvenute scelleratezze, per cui si sentiva indubbiamente condannato alla stessa fine degli altri non appena fosse cessato il bisogno delle sue prestazioni. A Noumea erano stati raggiunti da cinque forzati. A Labbro-di-Lepre non fu giammai