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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LONDON
   simo, — disse Mauriri. Balzò nella vampa del sole e dal basso scoppiettò la fucileria, che battè la roccia sollevando nuvoli di polvere, senza però colpirlo; anche Grief passò incolume, ad eccezione d'una sferzata inflittagli sulla spalla da una scheggia di roccia rimbalzata; Labbro-di-Lepre, benché procedesse più lento degli altri due, rimase anche lui incolume.
   Durante il resto del giorno, sostarono a maggiori altezze, in un valloncello di lava e fra la vegetazione di taro e « papaia ». Qui, naturalmente, Grief tracciò i suoi piani, dopo aver bene vagliata la tragicità della situazione.
   — E' stata una vera iattura. Dopo tante notti trascorse qua dai diavoli bianchi, proprio la notte scorsa fu prescelta da loro per recarsi a pescarè. Faceva buio, quando noi si remava verso Fuatino ed essi si trovavano in barche e canotti;, siccome portano sempre i fucili con loro, uccisero subito un Eaiatea; Brown fu molto intrepido, mentre noi si cercava di raggiungere la riva superiore, essi ci affrontarono e noi fummo risospinti fra la Grande Roccia e il villaggio; salvammo i fucili e tutte le munizioni, ma perdemmo il battello; e in questo modo ap-