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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   103Ù1
   va. Su per il sentiero, dopo oltrepassati il vecchio seduto all'ombra, e Mataara, che esorcizzava sulla soglia della Grande Casa, seguì Mauriri alle calcagna, e dietro, come un cagnolino, arrancava Labbro-di-Lepre. In fondo, giungevano le grida dei cacciatori. Il passo di Mauriri era oltremodo affannoso; il largo sentiero si stringeva sempre più e infine svoltava a destra, salendo rapido., L'ultima casa dal tetto di paglia fu oltrepassata e attraverso folti boschetti di « cassi » in cui sciamavano grosse vespe dorate, sbucarono in un vero sentiero da capre. Indicando in alto una nuda roccia vulcanica, Mauriri mostrò il solco che conduceva al suo rifugio.
   — Passato quel tratto, siamo salvi, Grande Fratello — disse Mauriri; -— i diavoli bianchi non vi si avventurano mai, sapendo che noi facciamo loro rotolare sulle teste tutti i massi possibili, non essendoci alcun altro sentiero; si contentano di sparare proprio nell'attimo in cui noi balziamo dall'altro lato del sentiero.
   Dopo un quarto d'ora, giunsero appuntc al passo critico, méta degli spari dei cacciatori.
   — Aspettate; e nel passare siate velocis-