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JACK LONDON
Grief non premette il grilletto nè l'uomo si fermò finché non si fu prostrato ai piedi di Grief, cominciando una sequela di bizzarri e incomposti piagnistei. Egli lo riconobbe per quel tale che aveva osservato sottrarsi dal « Valetta » e scomparire nella macchia ; ma non potè affatto capire che cosa esprimesse finché non lo ebbe rialzato e non cessò di contorcersi, con la sua bocca convulsa dalle labbra di lepre.
— Salvatemi, padrone, salvatemi! — implorava l'uomo, in inglese, sebbene fosse indubbiamente un indigeno del Mare Meridionale. — Vi conosco! Salvatemi!
Dopo queste parole, l'uomo diede in uno sfogo violento di pianto e non cessò che quando Grief lo afferrò per le spaile e lo scosse per imporgli il silenzio.
— Vi conosco, — disse Grief. — Voi facevate il cuoco nell'albergo di Papeete due anni or sono. Ognuno vi chiamava « Labbro di lepre ».
L'uomo affermò con tutta veemenza.
— Sono ora cuoco del « Valetta », — disse, spruzzando di saliva l'interlocutore attraverso le contorsioni della bocca, dovute al suo difetto. Vi conosco; vi ho visto all'albergo ; vi ha visto da Lavina ; vi ho visto sul