Stai consultando: 'Un Figlio del Sole ', Jack London

   

Pagina (99/320)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (99/320)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   UN FIGLIO DEL SOLE
   99Ù1
   mento quando gli rivolse la parola. Grief finalmente si avvicinò alla Grande Casa: tutto era nello stato di desolazione e di disordine; non c'erano uomini o fanciulle inghirlandate di fiori nè bruni bimbi a ruzzolare all'ombra degli alberi di « avocado ».
   Sulla soglia della gran casa sedeva Ma-taare, l'antica regina, intenta a pronunciare esorcismi e barcollante avanti e indietro; proruppe in un nuovo pianto alla vista di Grief, raccontando il proprio cordoglio ed esprimendo pure il proprio rammarico di non possedere alcun successore a cui affidare l'incarico del suo regno.
   — E insomma hanno preso Naumoo, — concluse ella. — Motuaro è morto; la mia gente è fuggita e sta morendo di fame con le capre; non c'è nemmeno un'anima per aprirvi una noce di cocco da bere; o Fratello, i vostri fratelli bianchi sono dei diavoli.
   — Non sono miei fratelli, Mataara, — disse Grief in tono di conforto. — Sono briganti e ladri ed io ripulirò l'isola dalla loro presenza...
   S'interruppe per voltarsi bruscamente, impugnando la grossa pistola Colt spianata verso il viso d'un uomo, tutto curvo, che si precipitò verso di lui, sbucando dagli alberi.