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JACK tONCÒ'N
ta, sulla chiglia piatta; nessun movimento era visibile su di essa o intorno ad essa; Grief calò l'ancora a cinquanta yarde dalla riva e a quaranta tese di profondità. Al largo, molti anni prima, egli aveva ancorato a trecento tese senza trovare il fondo, come era naturale in un bacino formato da un cratere quale è Fuatino. Quando la catena rimbombò nel precipitare entro il foro della prua, notò un numero d'indigene, dall'alta e aggraziata statura come sono soltanto quelle della Polinesia, avvolte in fluttuanti «akus», con ghirlande di fiori nel crine, sboccare sul ponte della goletta sopra la spiaggia. Inoltre vide, mentre esse non vedevano, la tozza figura d'un uomo che sbucava dalla galea, avviandosi verso la sabbia e che scomparve poi nella verde cortina della boscaglia.
Mentre le vele venivano ammainate e legate alle antenne, le tende tese e il sartiame raccolto, Davide Grief camminava sopra coperta per scovare un qualche segno di vita in qualunque luogo all'infuori della strana goletta. Ad un tratto udì da lontano la scarica di un fucile in direzione della Grande Roccia, ma siccome non seguì alcun altro sparo, dovette credere che si trattasse di qualche isolato cacciatore di capre selvatiche.