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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   89Ù1
   rimorchiare in porto dalle sue scialuppe, che peraltro non tonneggiavano lungo il grande banco e urtò più volte. Ora è alla spiaggia, dove stanno rinforzando le assi rotte. Ci sono otto uomini bianchi a bordo. Hanno donne di qualche isola del lontano oriente, che parlano una lingua in tanti punti simile alla nostra, ma differente, per quanto noi possiamo capirle. Dicono di essere state rapite dagli uomini della goletta. Non sappiamo, ma cantano, ballano e sono felici.
   — E gli uomini?
   — Parlano francese. Lo so perchè c'era un comandante sulla vostra goletta, molto tempo fa, che parlava francese. Ci sono due capi e non hanno l'aspetto degli altri. Hanno gli occhi celesti come voi e sono diavoli. L'uno è un diavolo più grande dell'altro. Gli altri sei sono pure dei diavoli. Non ci pagano per il nostro ignamo, il nostro « taro », il nostro frutto dell'albero del pane. Ci prendono qualunque cosa e, se noi ci lamentiamo, ci uccidono. Difatti fu ucciso Tori, e Tati-Tori, e Petoo, ed altri. Non possiamo lottare perchè non abbiamo fucili, all'infuori di due o tre molto vecchi. Maltrattano le nostre donne. Così, fu uccisa Motuaro, che prendeva le difese di Naumoo, la quale ora