Stai consultando: 'Un Figlio del Sole ', Jack London

   

Pagina (88/320)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (88/320)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   JACK LONDON
   — disse Grief, mentre l'altro si sedeva ancora sgocciolante.
   — Molti giorni e molte notti ho atteso la vostra venuta, Grande Fratello, — rispose Mauriri. — Stavo seduto sulla Grande Roccia, dove si tiene la dinamite, della quale mi hanno fatto guardiano. Vi ho visto arrivare all'entrata e poi ritrarvi nell'oscurità. Sapevo che avreste aspettato il mattino ed io vi seguii. Grossi guai ci hanno colpiti. Ma-taara piange da tanti giorni in attesa del vostro arrivo. E' una vecchia; Motuaro è morto ed essa è triste.
   — Sposò egli Naumoo? — chiese Grief dopo aver scosso il capo sospirando.
   — Sì. Alla fine andarono a vivere colle capre, finché Mataari perdonò loro ed essi tornarono ad abitare con lei nella Grande Casa. Ma lui, ora, è morto e Naumoo lo seguirà presto. Profondo è il nostro dispiacere, Grande Fratello. Tori è morto, e Tati-Tori, e Petoo, e Nari, e Pilsach ed altri.
   — Pilsach, pure! — esclamò Grief. — C'è stata un'epidemia1?
   — Ci sono state molte uccisioni. Ascoltate, Grande Fratello. Tre settimane fa, venne una strana goletta. Dalla Grande Roccia, vidi le vele di gabbia sopra il mare; si fece