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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   87Ù1
   fratello consanguineo per un sacro pegno in uso fra gli indigeni. Il suo nome è il mio; e il mio, è suo.
   Ampie spalle brune e un magnifico petto si ergevano sopra il parapetto; e, con tutta semplicità, quel corpo stupendo salì sopra coperta senza rumore. Brown, che avrebbe saputo occupare anche altra posizione che non quella di comandante di una goletta per le isole, era estasiato. Tutto quello che aveva spigolato dai giornali proclamava in modo assoluto la rassomiglianza di questo visitatore d'alto mare coi fauni. Ma un triste fauno, giudicò il giovane, quando il Dio dei boschi dai capelli bruno-oro si avanzò a grandi passi verso Davide Grief, seduto, che gli tendeva la mano.
   — David, — disse Davide Grief.
   — Mauriri, Grande Fratello, — disse Mauriri,
   Dopo di che, alla guisa di uomini che si sono impegnati ad una fratellanza di sangue, ciascuno chiamò l'altro con il vero suo nome invece che col nome dell'altro. Si misero a discorrere nel linguaggio polinesiano di Fuatino e Brown non potè che star seduto e cercare d'indovinare.
   — Una bella nuotata per dirmi «talofa»