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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   0n Fistio DÈI, SOLE
   85
   corona di non so quali fiori bianchi e dopo cinque minuti scendevano già alla marina, tenendosi per mano come due innamorati. Speriamo che il vento se l'abbia portato fuori dal canale quel gran banco di corallo. Mi guasta sempre qualche lastra di rame ogni volta che vi devo rimorchiare.
   — Continuate la storia, — disse Brown impaziente.
   — E' finita. Anch'egli finì proprio allora, sposandosi quella notte. Non fece più ritorno a bordo; lo vidi il giorno successivo, in una casa di paglia nella macchia, a gambe nude; un selvaggio bianco, in mezzo a fiori e ad altre cose, che sonava la chitarra. Sembrava un asino in festa. Mi mandò a dire di rimettergli la sua roba ed io ribattei che prima poteva dannarsi. Ecco tutto. Voi lo vedrete domani. Ora hanno tre bambini — stupendi monellacci. In cabina ho un fonografo per lui e circa un milione di ricordi.
   — Poi, voi ne faceste un commerciante? — chiese a Grief il comandante in seconda.
   — E che cos'altro potevo fare? Fuatino è l'isola degli amori e Pilsach è un amatore. Conosce la lingua indigena; inoltre, è uno dei migliori commercianti ch'io abbia mai avuto. E' di fiducia; domani lo vedrete.