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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   83Ù1
   vanti a sè con improvvisa intensità. Anche Grief guardò.
   — Terra, — disse Taute.
   — Sì, Fuatino, — soggiunse Grief, con gli occhi tuttora rivolti all'orizzonte illuminato di stelle, dove c'era una macchia di buio. — Sta bene. Avvertirò il capitano.
   Il « Rattler » scivolò diritto, sinché il rilievo dell'isola fu visibile e finché si potè distinguere l'incresparsi delle acque e il belar delle capre, finché il vento di terra non giunse impregnato dal profumo dei fiori.
   — Se questo canale non fosse che un crepaccio, il « Rattler », in una notte simile, avrebbe potuto traversarlo, — notò con rammarico il capitano Glass quando vide la ruota premuta giù fortemente dal timoniere.
   Il «Rattler.», allontanatosi di un miglio dalla costa, s'era fermato ad attendere l'alba prima di tentare la pericolosa entrata a Fuatino. Era una vera notte tropicale, senza minaccia di pioggia o di vento. A prua, i marinai Raiatea si buttavano giù a dormire sopra coperta, nel posto in cui cessavano il lavoro assegnato. A poppa, il capitano, il comandante in seconda e Grief stendevano i loro letti con svogliatezza. Se ne stavano poi coricati a fumare e a congetturare in tono as-