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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   82 JACK LONDON
   visu » i suoi trionfi per potervi credere e ad accapigliarsi qualche volta tra di loro, a parole e a fatti, nelle animate discussioni che provocava sulle spiagge di tutti i porti da Valparaiso alla Baia, di Manila.
   In quella notte, con la sua vela maestra incredibilmente tesa, scivolava agile a quattro nodi all'ora nel sommesso bisbiglio della brezza. Per un'ora, Davide Grief era rimasto appoggiato al parapetto presso l'attrezzatura anteriore sottovento, contemplando da un lato la fosforescenza sollevata dalla goletta; il leggiero fremito della vela maestra gli dava un senso di freschezza sulle guance e sul petto ed egli si trovava in un istante di estasi nel ponderare tutti i pregi della sua goletta.
   — Eh! è una meraviglia, Taute, una meraviglia, — disse alla vedetta Kanaka.
   — Proprio, capitano, — rispose il Kanaka nel suo ricco e sonoro linguaggio della Polinesia. — Da trent'anni che conosco navi, non ne ho mai vista una simile a questa. A Raiatea la chiamiamo « Fanauao ».
   — « Nata di giorno », — tradusse Grief l'espressione ammirativa. — Chi la chiama così?
   Sul punto di rispondere, Taute fissò da-