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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   79Ù1
   — Sarebbe un peccato acquistare dei pennies, — disse Albright, — è una cosa che mi mortifica.
   — C'è un soffio di brezza terrestre che spira, — disse Grief guardando Pankburn. — Che ne direste?
   Pankburn acconsentì.
   — Benissimo! — Grief aveva l'aria di misurare la forza del vento sulla propria guancia. — Signor Carlsen, bisogna alare e tenerci pronti con le scialuppe; questa brezza è alquanto malsicura.
   Raccolse una cassa con sei o settecento stecche, la pose nelle mani del Capo tribù e aiutò lo strabiliato selvaggio a scavalcare il parapetto. Mentre la vela maestra saliva sull'albero, un urlo di generale costernazione si elevò dai canotti sulla linea morta. E all'atto in cui l'ancora fu levata e la prua del « Killiwake » si avanzò nella brezza leggiera, il vecchio Capo tribù, sfidando i fucili spianati su di lui, si mise a remare accanto alla nave facendo i segni più frenetici per spiegare la buona disposizione della sua tribù a vendere i pennies per dieci stecche.
   — Cameriere ! una noce da bere, — chiamò Pankburn.
   — E' una cuccagna, per voi, — disse Grief. — Cosa volete di più?