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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LONDON
   a dare persino venti stecche per una misera moneta di rame!
   Alla fine della settimana, il baratto divenne più lento. Non ci fu che una minima pioggerella d'oro. Qualche penn^' veniva con riluttanza ceduto a dieci stecche, mentre affluivano migliaia di dollari d'argento.
   Al mattino dell'ottavo giorno non si conclusero affari. Le barbe grigie avevano maturato il loro piano e chiedevano ora venti stecche per un penny. Il Capo tribù annunciò il nuovo tasso di scambio. Gli uomini bianchi ebbero l'aria di accogliere tale annuncio colla maggiore serietà, poiché si mostrarono a discuterlo tra di loro sotto voce; che se il Capo tribù avesse capito l'inglese, avrebbe avuto una rivelazione assai sensazionale.
   — Abbiamo strappato qualcosa più di ottocento mila dollari non contando l'argento, — Grief disse, — e questo corrisponde, all'incirca, al totale del danaro sepolto nell'isola. Le tribù della macchia più lontana avranno ricevuto probabilmente i rimanenti duecentomila. Ritornate fra tre mesi e ve drete che le avranno restituite commerciandole con questa tribù, la quale, fra l'altro, avrà es'aurito le proprie scorte di tabacco.