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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE
   77Ù1
   — Speriamo avere abbastanza tabacco per resistere, — mormorò Carlsen nel dubbio, quando una cassa fu ridotta a metà.
   Albright rise.
   — Ne abbiamo cinquanta casse, da basso, — disse, — e da quanto vedo, tre casse ci procurano cento mila dollari. Non hanno dissepolto che un solo milione di dollari, cosicché trenta casse dovrebbero acquistarlo. Certo, dobbiamo considerare il margine per l'argento e i pennies.
   Pochissimi pennies e scellini apparivano nel traffico, sebbene Pankburn ne chiedesse sempre avidamente, al punto da far giurare agli indigeni ch'egli non desiderasse che quelli, mostrando negli occhi dei lampi di bramosia ogni qualvolta gliene venivano offerti. Fedeli alle sue teorie, i selvaggi conclusero che dal momento che l'oro aveva un valore tanto modesto, doveva subito essere negoziato. Un penny del valore di cinquanta sovrane, era qualcosa da conservare quale un tesoro. Indubbiamente, nei loro covi della giungla, i saggi vecchi, dalle barbe grigie, complottavano per stabilire il rialzo del prezzo sui pennies dopo avere smerciato tutte le scorte dell'oro. E chi sa che gli strani uomini bianchi non potessero venire indotti