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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LONDON
   Folly, credo; — disse Davide Grief a Lavina.
   Notò il pronto interesse nei di lei occhi, quando essa voltò il capo per lanciare un ordine in linguaggio nativo, attraverso due stanze aperte, sino alla cucina. Pochi minuti dopo, ecco una fanciulla indigena, scalza, entrare lenta, scrollando il capo.
   La delusione di Lavina fu manifesta.
   — Voi vi fermate sul « Killiwake », nev-vero? Gli dirò che l'avete cercato.
   — Dunque è un uomo? — investigò Grief.
   Lavina accennò di sì.
   — Spero che possiate fare qualcosa per lui, capitano Grief. Io non sono che una donna bonaria e incapace. Ma lui è simpatico e può darsi che dica la verità ; non saprei ! Voi, che non siete una persona dal cuore tenero, lo conoscerete meglio di me. Posso servirvi una ghiacciata al liquore?
   III.
   Tornato a bordo della goletta, e sonnecchiando in una sedia sopra coperta* con un periodico vecchio di tre mesi, David Grief fu allarmato da un suono confuso di sospiri