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APPENDICE
Vi si aggiungevano poi tutti coloro che avevano preso a bonificare terreni di arabi o di francesi, diventando, dopo cinque anni, proprietari di metà terreno, ecc.
Gli ordinamenti della Libia dopo la morte del trattato di Losanna. — Rivista Coloniale, 31 ottobre 1915. Savino Acquaviva. — L'A. e-spone che nessuna necessità di fatto e tanto meno di diritto imponeva in Libia la creazione della ibrida personalità di un vicario del Califfo. L' Italia deve quindi rallegrarsi di aver potuto dopo così breve tempo strappare una convenzione diplomatica che la teneva in balìa del suo nemico ed era causa permanente di preoccupazioni, di pericoli e di vergogna.
Scientific Monthly, Giugno 1916, New-York. — A crisis in our immigration Poiicy. (Una crisi nella nostra politica d' immigrazione). Prof. Kob Ward. — L' A. si occupa nel presente articolo della immigrazione negli Stati Uniti d'America durante la guerra. La guerra ha mutato il fenomeno immigratorio negli Stati Uniti ci' America. Quanto alla qualità del nuovo flusso immigratorio, essa è molto migliore dell' antica. L' immigrazione dopo la guerra aumenterà in misura considerevole e non sarà certo composta di elementi utili per gli Stati Uniti. Infatti la presente guerra, produrrà un fenomeno di selezione inversa, in quanto gli uomini migliori per robustezza e intelligenza avranno lasciato la loro vita sul campo ; una seconda selezione inversa sarà effettuata dalla immigrazione, perchè i migliori fra i rimasti preferiranno di lavorare in patria. Saranno quindi gli individui più scadenti fisicamente e moralmente che emigreranno dai loro paesi.
Vita e Pensiero, 20 luglio, 1917, Milano. — Il problema della emi~ grazione nel dopo guerra. Cesare Nava, Deputato al parlamento. — In Italia la guerra ha determinato la diminuzione e quasi la cessazione dell' emigrazione all'estero. Basti accennare che, nel solo periodo dal 15 agosto al 1 ottobre 1914, rimpatriarono circa 408 mila uomini ed oltre 62 mila donne ; un complessivo quindi di 470 mila lavoratori, dei quali circa 255 mila erano operai agricoli, 187 mila operai industriali ed il resto appartenenti a professioni diverse. Questa forte e rapida emigrazione ha dato luogo, a tutta prima a una crisi di disoccupazione; ma poi, la necessità d'imponenti lavori tecnici al fronte^ e il sorgere di nuove improvvisate officine di guerra, hanno subito assorbita tutta quella massa di mano d' opera disponibile. E fu anzi scarsa, per i nuovi bisogni. Lo scoppio della guerra, nel 1914 fece discendere l'emigrazione alla cifra di 47 mila; e la diminuzione è precipitata, in questi due ultimi anni, a circa 30 mila persone.