APPENDICE
681
di L. 1,50 al Kg. di dazio di confine, dimostra come un monopolio di Stato che si sostituisse ai trust esistenti potrebbe realizzare guadagni elevatissimi.
Minerva, rivista delle riviste, 15 marzo 1914, Roma, voi. XXXIV, N. 6. — Per V allargamento del canale eli Suez. — La Compagnia del canale di Suez è stata autorizzata a contrarre un prestito, per obbligazioni, di 159 milioni di franchi, onde eseguire i progettati lavori di approfondimento e allargamento del canale. La profondità media è ora 32 piedi e 8 pollici, mentre la sua larghezza è di 147 piedi. I lavori di allargamento che si vogliono intraprendere non presentano alcuna seria difficoltà tecnica ; i lavori di approfondimento richiederanno invece T impiego di 24 draghe escavatrici le quali sono già state acquistate dalla Compagnia e la capacità estrattiva sarà 6000 metri cubi all'ora. Un altro lavoro di grande importanza consiste nel prolungamento per altri 2700 metri, del molo di protezione a Porto Said, prolungamento reso necessario dal pericolo di insabbiamento del canale, causato dalle correnti della costa orientale. Questi lavori sono intrapresi non tanto in vista della possibile concorrenza del canale di Panama, quanto per corrispondere all' incremento del tonnellaggio dei piroscafi di moderna costruzione, e saranno ultimati entro il 1919.
A. Zorli. — La mancanza di grano. Giorn. Camere, fase. V. 1914. L'A. lamenta che lo Stato abbia tardato a far le provviste di grano all' estero. Calcolando col Giornale degli economisti (maggio 191.4) la produzione annuale del Regno a 50 milioni di quintali ; di questi 5 milioni sono dedicati alle nuove semine. Dei rimanenti 45 milioni di quintali, la popolazione agricola ritiene per sè circa la metà di quanto produce e 1' urbana richiede per proprio conto circa 32 milioni e mezzo di quintali all'anno. L'A. critica il sistema Germanico del tesoro dì guerra, che dovrebbe essere in grano, il quale rivenduto e ricomprato a tempo potrebbe anche dare un guadagno allo Stato.
La finanza Italiana, 8 maggio 1915, Roma. — Inglesi e tedeschi sul mercato italiano. — La Germania nelle esportazioni verso 1' Italia nel 1913 già vi aveva acquistato la preminenza assoluta, con 613 milioni di merci vendute, lasciandosi dietro 1' Inghilterra, la quale in quell'epoca, arrivò appena a 591 milioni. Tentativi di penetrazione inglese si sono avuti in questi ultimi tempi, ma quasi tutti infruttuosi. E ciò perchè gì' inglesi non hanno saputo ancora vincere l'intransigenza del loro spirito, che li porta ad. imporre i loro usi mercantili e che mai si prestano a sostituire alle loro esigenze quelle dei mercati esteri nei quali vogliono operare. Gli ostacoli consistono nell' altezza dei prezzi e nelle condizioni di pagamento. GÌ' inglesi chiedono