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APPENDICE
La Rèforme Sociale, 1-16 agosto 1921, Parigi. — Le marcandage. (Il contratto di sub-impresa). C. Hans. — Nel mese di marzo dell'anno scorso la camera francese vietava il contratto pel quale i subimprenditori ingaggiavano operai per conto di superiori imprenditori. L' accusa principale che si muove a tale contratto è che il sub-imprenditore non arrischia capitali, materiali, non fornisce officine od utensili, non impresta materie prime, quindi il suo guadagno è la speculazione sulla mano d'opera, e il suo profitto, prelevandosi sul salario degli operai va a danno di questi. Altri invece dicono che tale contratto non è che l'applicazione della legge della divisione del lavoro. Si dice ancora che non è vero che il profìtto del sub-imprenditore sia prelevato dal salario dell'operaio, esso è invece la remunerazione del suo lavoro di sorveglianza, dell' ordinamento che esso fa del lavoro mercè la divisione tecnica e la specializzazione della mano d' opera, e del servizio inline che egli rende all' imprenditore assumendo a tutto suo rischio la sub-impresa.
Réforme Sociale, 1 giugno 1911. — .Le bien de famille. J. Vattier.
— L' A. esamina le applicazioni che si sono fatte in Francia della legge sui beni di famiglia, applicazioni tanto limitate che si può dire siano rimaste lettera morta. Egli assegna varie cause a questo fatto.
Monatschrift fur cliristliche Sozialreform, luglio 1912, Base!. — Wirtschaftliche Tagesfragen. (Questioni economiche del giorno). .Sem-proniùs. — L'A. deplora i due fatti dell'esodo rurale e dell'emigrazione, e loda i tentativi di colonizzazione interna fatti in Germania negli ultimi decenni. Dal 1905 la Prussia ha speso 2 milioni di marchi per 1' acquisto di beni in Pomerania e nella Prussia orientale da distribuire ai coloni. È notevole che in Germania la maggior parte dei contadini emigrano dalle contrade dove prevale la grande proprietà. Tentando la colonizzazione interna la Germania non fa che uniformarsi ai tentativi che si fanno oggi da quasi tutti gli Stati Europei.
Revue d' liistoire des doctrines économiqueset sociales, marzo 1912.
— Les doctrines de Cournot sur le commerce international. H. E. Baz-zault. — Il Cournot, come il List, è partigiano della protezione, come mezzo di sviluppare le forze produttive di una nazione e 1' armonia delle sue industrie, e appunto come il List considera i diritti protettori come temporanei e necessariamente miti. Il posto del Cournot, conclude l'A., fra i teorici del commercio internazionale è quindi a fianco della detta economia tedesca. La sua teoria segna un progresso sulla classica per maggiore realismo e correttezza.
American Review of Revieivs, Voi. XLVI, n. 276 New York 1912.
— Big Businesrand tlie citizen. (I grandi affari e la cittadinanza).