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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   APPENDICE
   scientifici. Tra gli innumerevoli indici che ci esprimono la tendenza di determinate genti verso il progresso, egli sceglie e fissa in alcune categorie nettamente individuali i più tipici, fornendo in tal modo precisi criteri differenziatori per la classifica dtìle varie popolazioni, da questo punto di vista.
   Sozialisiische moncttsheft, Berlin, anno 17 voi. I. fase. 3° 1911. — Gibt es Grenzen der Lohnserhebrung ? — (Vi è un limite all'elevarsi dei salari?) Eduard Bernstein. — Neil' industria moderna è possibile ìin accrescersi del salario che non provochi nel tempo stesso un aumento dei prezzi del prodotto, e che anzi sia contemporaneo a una riduzione dei prezzi. E questo perchè, con 1' adozione sempre più larga di capitale fisso, la parte riserbata al lavoro umano diviene proporzionalmente sempre minore e quindi un innalzamento del costo di quest' ultimo non influisce sul prezzo definitivo del prodotto. Ma 1' aumento del salario deve esser reso possibile da una diminuzione corrispondente degli altri costi della industria, ossia da un risparmio di materie prime e di mano d' opera, e dai crescenti progressi della tecnica.
   jEconomie Review, January 1911. Rivingtons. — The righi to work. (Il diritto al lavoro). C. R. Fay. — L' « Unemployed workmen act 1905 » ha mancato del tutto al suo scopo, e perciò è stato presentato, nel 1909, un progetto di legge col nome di « Right to Work bill ». Le differenze sostanziali tra il progetto e la legge possono dirsi le seguenti: Secondo la legge l'ufficio centrale può, se crede, provvedere lavoro temporaneo a persone temperaneamente disoccupate ; secondo il progetto è obbligo dell' ufficio centrale di provvedere lavoro al disoccupato, e mancando il lavoro di provvedergli i mezzi di sussistenza. Secondo la legge non si hanno provvedimenti punitivi a carico di coloro che non accettino il lavoro, e si hanno solo sanzioni indirette, secondo il progetto invece l'autorità locale può provvedere per la detenzione in colonie-riformatori per un periodo di sei mesi dei disoccupati che siano tali per deliberata e abituale disinclinazione al lavoro. L'A. è però d' avviso che lo Stato dovrebbe adottare una diversa politica per combattere la disoccupazione, senza arrivare alla dichiarazione di diritto al lavoro a favore di una parte della popolazione di fronte allo Stato.
   Le travail à domicile. P. Anse. — Nella Réforme Sociale (16 a-prile 1911) P. Hans descritte le misere condizioni dei lavoratori a domicilio, dà conto delle opere ed istituzioni di assistenza che sono state all' uopo create specialmente in Francia. Di queste alcune sono ispirate a criteri economici e si propongono di sostituire agli impren-