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Trattato di Economia Sociale

Alberto Zorli
Fratelli Bocca Editori Torino, 1924, pagine 772

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   APPENDICE
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   economicamente il mezzogiorno. Dove esistevano contadini poveri, comincia ad accumularsi il risparmio,, il contadino compra la terra e costruisce la casa. Si forma una nuova classe di proprietari coltivatori e, mentre l'antica borghesia inoperosa cade, si forma una classe nuova più attiva, più intelligente, più operosa. Lo Stato ha nominai^ molte commissioni e fatte molte inutili leggi nella speranza di rompere il latifondo, che era il prodotto d' una situazione naturale e il latifondo si rompe come la malaria diminuisce perchè l'emigrazione si svolge. Il rimboscamento dell'Appennino, la sistemazione delle acque, la scomparsa o 1' attenuazione della malaria, lo sviluppo della emigrazione faranno un giorno scomparire il latifondo. L'on. Nitti continuò illustrando gli sforzi della Puglia per trasformare le sue terre rocciose e pietrose in uliveti e fertili vigne e ha parlato dell' opera negativa fin qui compiuta dallo Stato, per giungere a tracciare le vie che deve seguire una politica reale di rinnovazione : rimboscare i monti, ricostruire il territorio, che ora s' impoverisce ogni giorno per l'opera dei torrenti devastatori, fecondare il piano salvandolo dalla malaria, che uccide tutte le energie ; con grandi laghi artificiali utilizzare 1' acqua, che ora tutto distrugge, nella produzione della e-nergia e nelle opere di irrigazione. L'oratore concluse parlando del risorgimento economico di Napoli, il maggior porto di scalo del Mediterraneo.
   Carlo F. Ferraris. — Ferrovie. Estratto da : Cinquant' anni di storia italiana. (1860-1910) Roma Tip. Accad. Lincei 1911, pag. 40). — Premessi brevi e precisi cenni sulle vicende attraverso le quali le costruzioni ferroviarie e 1' esercizio delle varie reti si vennero svolgendo e organizzando nei primi anni del nuovo regno, 1' A. espone con maggior larghezza la struttura ed il funzionamento dell'organismo creato dalle convenzioni del 1885 seguendolo fino al 1905, quando venne instaurato l'esercizio di Stato. La legge 22 aprile 1905 segna il punto di partenza di un nuovo periodo nella politica ferroviaria italiana e ne fu autore il Ferraris stesso, allora ministro dei lavori pubblici. Nessuno quindi meglio di lui potrebbe esporre gli intenti i criteri e il metodo del nuovo riordinamento. L'ultimo capitolo contiene interessanti notizie sulle ultime linee concesse all' industria privata e sullo sviluppo assunto, dal 1905 in poi, dai servizi automobilistici, specie in quelle regioni italiane che più difettano di comunicazioni.
   Francesco Coletti. Le zone del progresso e le zone della stazionarietà. (Estratto dalla Rivista Italiana di Sociologia, XV-5). — L' A. analizza il problema propostosi cercando ridurlo a termini positivi